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domenica 21 aprile 2013

Mi revista digital

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domenica 24 marzo 2013

Ulisse è un fico

Ho sempre pensato che l’Odissea avesse un unico difetto: l’essere insegnata a scuola. Col mio ultimo libro ho voluto proporla ai giovani, introducendoli con leggerezza nel mondo degli eroi cantati da Omero. Primo tra tutti Ulisse, un personaggio modernissimo che, con i suoi vizi e le virtù, oggi verrebbe definito, appunto, un fico.
Luciano de Crescenzo parla così della sua ultima opera Ulisse era un fico, rilettura in chiave moderna del celebre poema epico. Si tratta della seconda volta che scrive un libro riproponendo quello che lui ritiene “il romanzo più emozionante mai scritto”. Nel precedente, intitolato Nessuno. L’Odissea raccontata ai lettori di oggi, lo scrittore tenta di avvicinare l’opera ai lettori odierni, servendosi di un linguaggio più attuale di quello delle versioni finora in circolazione, in modo da renderlo più accessibile e meno criptico.
Prima di lui, tanti altri avevano proposto la propria rivisitazione di questo classico della letteratura epica. Ve ne elenchiamo alcuni:
Luigi Malerba in Itaca per sempre (Mondadori, 1997) costruisce una storia che inizia con il ritorno di Ulisse a Itaca, incontra Eumeo e il figlio Telemaco e si traveste per non farsi riconoscere dai Proci. Fin qui, la storia è fedele all’originale. Ma a partire da questo momento l'autore si distacca completamente dagli accadimenti originali e inizia un bellissimo racconto che parte da una domanda: come può Penelope non riconoscere suo marito? Secondo la ricostruzione di Malerba, la donna riconosce immediatamente Ulisse e rimane profondamente turbata dalla non rivelazione del coniuge. Decide quindi di vendicarsi non accettandolo e di mentire anche lei.

Anche il film Fratello, dove sei? dei fratelli Cohen si ispira parzialmente al poema, benché gli autori ammettano di non averlo mai letto.
Ne La Penelopeide l’autrice canadese Margaret Atwood riscrive la storia narrandola dal punto di vista di Penelope.
E per ultimo, Ulisse, il capolavoro di James Joyce descrive sul modello dell’Odissea, nelle sue diverse tappe, la giornata di Leopold Bloom, agente pubblicitario dublinese di origine ebraica, che rivive in chiave moderna le gesta dell’eroe omerico e compie anche lui un viaggio, ma all’interno del suo io e della sua coscienza.

Ed ora rispondi ad alcune domande.

sabato 23 marzo 2013

Harry ti presento... Giuseppe Cipriani

Parafrasando il titolo della celebre commedia di Rob Reiner, quando Harry (Pickering) incontra Giuseppe Cipriani il prodotto di tale incontro è ben diverso da quello cinematografico fra Harry e Sally, e si chiama Harry's Bar.



Era il 1927 quando Giuseppe Cipriani, dopo aver lavorato come barman in diversi grandi alberghi d’Italia, arriva all' Hotel Europa-Britannia di Venezia. Ed è qui dove incontra Harry Pickering, un giovane studente americano che frequentava il bar dell’albergo in compagnia di sua zia e del giovane compagno di lei. Dopo due mesi zia e nipote litigano violentemente e Harry rimane da solo, indebitato fino al collo, in una città lontanissima da casa sua. Il giovane si rivolge a Giuseppe Cipriani per un prestito e, sorprendentemente, il barman gli consegna 10.000 lire, tutti i suoi risparmi. Con i soldi ottenuti, Harry paga i debiti e torna in America.
Tre anni dopo Harry ritorna a Venezia e salda il suo debito con Cipriani e, per ringraziamento, gli consegna altre 30.000 lire. Con queste 40.000 lire, Cipriani apre il suo locale, che chiamerà Harry’s Bar in onore di Mr. Pickering. Ben presto il locale, dall'atmosfera semplice e raffinata, diventerà un mito nel mondo intero, frequentato da clienti leggendari come Truman Capote ed Ernest Hemingway, che allude al mitico locale nel suo celebre romanzo Al di là del fiume e tra gli alberi.
Specialità classiche dell’Harry’s Bar sono:
il Bellini,



i suoi rinomatissimi risotti,
e infine il mitico Carpaccio